|
Chi non ha mai assistito ad una partita di minibasket in carrozzina non si aspetterebbe, neppure lontanamente, che questo sport possa suscitare così tanto interesse e tante emozioni.
Rapide fughe a canestro, tiri da tutte le posizioni, azioni difensive, strategie e (perché no), falli e arrabbiature del mister, come qualsiasi partita di basket che si rispetti, ma con una grinta e una passione mai vista in altri sport.
Chi scrive era a Seveso dove la squadra del Cantù incontrava la Padova Millennium Basket ; quest’ultima si era portata in trasferta un nutrito gruppo di sostenitori che, con il loro tifo, hanno fatto sentire in trasferta i più forti avversari.
Preso al volo il direttore sportivo, il mitico Coco (al secolo Franco Lachin) ho carpito notizie importanti su questo sport e sulla squadra.
Il minibasket in carrozzina è riservato a giovani di ambo i sessi dai 6 ai 18 anni ed ogni squadra comprende atleti classificati a seconda del loro grado di disabilità, con un valore in punti da 0,5 (maggior gravità) fino a 5 (normodotati). I canestri di questi ultimi però hanno un minor peso. In campo il valore massimo che può essere schierato e equivale a 14,5 punti. In ogni squadra, in campo, non può schierare più di un normodotato.
Ogni partita si gioca in quattro tempi di 8 minuti ciascuno e le regole sono quelle stabilite per il basket in carrozzina adulti. Regole uguali al basket che tutti noi conosciamo, unica eccezione il fatto che le squadre possono essere miste ( uomini e donne).
Due parole sulla Padova Millennium Basket.
La Società è nata nell’anno 2000 (di qui il nome) .
Oltre alla squadra di minibasket (ce ne sono nove in tutta Italia) la Società schiera altre due squadre di basket in carrozzina : una nella massima divisione in serie A1 ed una in serie B.
Ma quella del minibasket, dice Coco è un qualcosa di più, è la realizzazione di un sogno iniziato 20 anni fa.
Qual è lo scopo di questo sport ?
Fisicamente, con gli allenamenti settimanali e le partite, si ottiene un grosso recupero di funzionalità, ma molto importante per gli atleti è un recupero di autostima, un sentirsi come gli altri, anche se sulle ruote di una carrozzina. Poi ci sembra un ottimo sistema per far usare a questi ragazzi meno la TV e i videogiochi e per farli socializzare.
Alla domanda se ci può raccontare qualche caso particolare, Coco risponde : “li guardi, ognuno di essi ha una sua storia fatta di problemi e di conquiste, di dolori e di gioia ; non posso sceglierne uno”
Quali sono i problemi che incontrate ?
La prima cosa è che associazioni, enti e famiglie non sempre comprendono l’importanza della sport-terapia per la crescita di questi ragazzi, poi ci sono i problemi pratici come l’accompagnamento agli allenamenti, la copertura delle spese, l’ampliamento della rete di volontari.
Un appello quindi ? Alle famiglie chiediamo di credere in questo sport e di far frequentare la palestra e le gare ai loro figli , a enti , associazioni e insegnanti di collaborare con noi, a tutti di ampliare quella che è la spina dorsale del gruppo, il volontariato e di venire a vedere allenamenti e partite.
Prima di lasciare Coco, per pudore , rinuncio a porre una domanda, mentre guardo gli atleti scatenati in campo: ma scusi , quali sono i normodotati?
Per informazioni consultare il sito www.milleniumbasket.com molto bello e aggiornato.
|