ILGAZZETTINO
Lunedi 3 Dicembre 2007

(p.l.) Loredana Formaggio, presidente ...
(p.l.) Loredana Formaggio, presidente dal 2004 del Padova Millennium: «Sono 24 anni che seguo i disabili, già ai tempi dell'Aspea. Ho fatto corsi, ho fatto anche l'allenatrice di atletica per i ragazzi down, ora sono qui con il Millennium. È una grande passione, per me "normodotata" sono loro i miei amici: non li ho mai visti come disabili, mai con pietà, compassione o con l'idea di fare almeno volontariato. No, per me è sempre stato giusto divertimento, sono io che devo dire grazie. Da come la vedo io, dico che è una vergogna nel 2008 ormai trovarci in questa situazione. Per quanto si faccia non si trovano sponsor che ci permettano di andare avanti con tranquillità, non so proprio come faremo ad arrivare alla fine di questa stagione. È un mondo fatto di gioie e di persone, è un mondo stupendo che andrebbe più conosciuto e valorizzato. Se dovremo chiudere, chiuderemo ma di certo ripartiremo con qualcosa d'altro, magari più piccolo, va bene, ma ripartiremo».
 
La Padova Millennium Basket, associazione ...
La Padova Millennium Basket, associazione onlus, è nata nel maggio del 1999 per iniziativa di un gruppo di amici che già in precedenza praticavano il basket in carrozzina (prima con l'Aspea, poi con l'associazione Marcellino Vais). Iniziano dalla A2 e subito la prima stagione sono promossi in A1. Altalena tra l'A1 e l'A2 tra il 2002 e il 2006, ed è nella scorsa stagione che colgono il prestigioso successo della Coppa Italia (marzo 2007). Oltre al campionato nazionale sono impegnati in altre manifestazioni quali il Trofeo Cip (Comitato italiano paralimpico), tornei nazionali e internazionali e la Coppa Europea. Particolarmente attiva poi la promozione della pallacanestro in carrozzina con la partecipazione-organizzazione di partite dimostrative nel Veneto e la partecipazione nel territorio padovano al progetto "Un'ora per il disabile" nelle scuole medie inferiori della provincia di Padova. Attualmente conta su una cinquantina di tesserati, con tre formazioni: la prima squadra impegnata in serie A1, una formazione che partecipa al campionato di serie B e il gruppo del minibasket (dai 6 ai 16 anni). Sono complessivamente sette gli atleti che fanno parte delle nostre squadre nazionali: quattro di quella maschile e tre di quella femminile. Attuale presidente, al suo secondo mandato, è Loredana Formaggio. Vice presidente è Massimo Girardello, tesoriere Andrea Rizzon, consigliere Antonio Saracino e segretaria Natalina Cecchin.
 
Come alzare il coperchio di un ...
Come alzare il coperchio di un pentolone. Lo fai e dentro ci trovi proprio tanto. Chissà perchè funziona sempre così quando hai a che fare con l'handicap, insomma i disabili o meglio i diversamente abili come adesso per correttezza vengono indicati. Un mondo sempre un po' a parte, poco da fare. Pieno immancabilmente di energie, iniziative, anche di quella forza e gioia di vivere, ma sì, che magari potresti aspettarti di più proprio dai "normali", da quelli che in questo caso specifico giocano la pallacanestro in piedi, pensa te, proprio così la chiamano.

Incontro dunque con Ruggero Vilnai, memoria storica del legame da noi tra sport e handicap, tra i fondatori dell'Aspea e per un biennio pure presidente del Padova Millennium Basket, società attualmente impegnata nella massima serie nazionale di basket in carrozzina.«La mia ditta è la "Offcar": officina carrozzine. Alla nascita nel 1980 dell'Aspea si giocava con le normali carrozzine da passeggio, è nel tempo che si è arrivati a telai fissi con leghe superleggere. Passione per la meccanica l'ho sempre avuta, ho così cominciato a mettere le mani sulle carrozzine, provando ad adattarle a quello che avevamo bisogno. Con un mio amico che faceva il carrozziere abbiamo iniziato a tempo perso ad adattarle per lo sport, atletica, pallacanestro o tennis che fosse. Era un hobby, si arrivava a farne 60-70 l'anno. Un po' alla volta in giro ci conoscevano, noi si imparava sempre di più, si miglioravano le cose. Dopo tre anni questo mio amico s'era però stancato, si lavorava nei fine settimana. Chiudere mi spiaceva e ho finito per trovarne un altro di amico che ha deciso di mettersi con me: da hobby è finito per diventare il mio lavoro. Quando sono partito, non pensavo certo ai soldi, era passione, ricordo che lavoravo lì nel portico della vecchia casa dei miei. Sono passato in affitto in un capannone, poi ho comprato questo pezzo di terra ed è dal 2002 che sono qui nella zona artigianale di Villa del Conte. Produciamo adesso 4.000 carrozzine l'anno, una ventina di dipendenti e comunque i numeri legati allo sport sono piccoli, arriviamo a un centinaio: il fatto è che qui in Italia ci sono solo io che può offrire ausili per lo sport. Ho una mia nicchia di mercato, ci sono multinazionali americane a livello mondiale, la nostra è una produzione specializzata in carrozzine leggere e superleggere».

«Aspea: associazione sportiva paraplegici e affini. La fondammo nel 1980, la chiamammo così perchè allora non c'erano ancora tutte le suddivisioni che ci sono adesso, con "affini" volevamo raccogliere un po' tutte le disabilità. È stata quella non solo la prima associazione sportiva disabili di Padova, ma di tutto il nord d'Italia. Sono stato atleta, il presidente l'ho fatto per 13 anni e sono tuttora il delegato provinciale del Cip, il comitato italiano paralimpico. Poi il gruppo del basket si è staccato, nel 1999 ha fatto una nuova società dedicata specificatamente al basket in carrozzina: Padova Millennium Basket. Per due anni ho fatto anche il presidente, ora diciamo che sono un punto di riferimento e pure sponsor con una quota di 30.000 euro che certo non basta per quella che è l'attività. Con un basket in carrozzina che è ormai ad alto livello, con formazioni avversarie che hanno in squadra anche americani e australiani (sono ammessi tre extracomunitari), veri e propri professionisti insomma. Mentre i nostri sono solo italiani, parecchi poi che non vengono da vicino, tipo Udine, Pordenone, Brescia e così via. Almeno il rimborso spese glielo devi dare, no? Tutta gente anche che lavora».

«Nel periodo di preparazione tre allenamenti la settimana, adesso ne fanno due più la partita al sabato. Le gare in casa le giochiamo al palazzetto comunale di Camposampiero, lì si allenano sia la prima squadra, sia il minibasket, mentre la compagine che fa la serie B utilizza la palestra a Santa Croce Bigolina. A Camposampiero la società che gestisce l'impianto ci dimostra sempre grande attenzione. Loro sono una polisportiva, non è facile stare dietro a tutti, eppure riescono sempre a darci la precedenza. L'allenatore della prima squadra è un americano, Clifford Fisher, vive qui da noi da parecchi anni, ha sposato un'italiana. Per allenare ci vuole l'apposito tesserino: quello del basket in piedi con in più la partecipazione obbligatoria allo specifico corso organizzato dal Cip».

«Nel campionato, da Roma in su c'è solo Padova e dunque problemi grossi per le trasferte, due volte si va a Roma, due volte in Sardegna. Non è facile, ci vogliono 130.000 euro all'anno e non sono pochi, così ho preso l'impegno di trovare i "schei". Avevano pensato anche di chiudere, un po' ho anche azzardato: fate la squadra, ai soldi ci penso io. Sponsor ne abbiamo, ma sono cifre limitate, mi sto accorgendo che non è facile trovare - che so - cinque sponsor da 10.000 euro l'uno, anche se l'ideale sarebbe trovarne uno da 50.000. Questa era l'idea all'inizio, ma ora devo ammettere che ho "abbassato" i miei obiettivi e sono ancora qui con i "soliti" amici che hanno delle aziende. Una mano sostanziosa ce la dà la Provincia (e quel nostro nome, Padova Millennium , è appunto su una dimensione di provincia che va inteso, non è che ci siano tutti disabili che giocano a basket in carrozzina in un singolo paese), e pure il Coni regionale dimostra sensibilità».

«Tutti sembrano conoscere il legame sport e disabili, ma appena ti soffermi un attimo ti accorgi che non c'è effettiva conoscenza e informazione. Mi chiedo spesso come mai. Faccio il paragone per esempio con mio fratello Romeo. Adesso è tornato con la Luparense, ricordo quanti e quanti soldi tirava fuori quando erano arrivati anche in serie D e tutti quei soldi per arrivare ad avere cento persone la domenica allo stadio, io che ne vedo nelle nostre partite anche trecento... Ogni tanto esce qualche articolo sui giornali, in televisione qualcosa c'è, direi che tutto sommato lo sport dei disabili ha anche più visibilità e più spazio di altre discipline: perchè non è appetibile per gli sponsor? E sarebbero dei soldi spesi anche bene, sostenendo sportivi che davvero se lo meritano. Avere l'unica squadra che fa attività nel nord d'Italia dovrebbe anche essere un vanto per Padova; una squadra che ha anche dimostrato continuità, che ha una storia, sempre a buoni livelli: possibile non trovare nessuno che sostenga questa causa? Sì, confesso che sono un po' rammaricato, deluso. Dura andare a bussare e ribussare; adesso il bisogno comincia a diventare urgente, ancora sto cercando, vedremo poi alla fine della stagione cosa succede».

«No, non posso dire di essere invidioso del calcio. Riconosco che è il nostro sport nazionale, che pure ci dà prestigio ed è dunque giusto anche essere orgogliosi di questo, il calcio è insomma parte di noi, ma comunque gli viene dedicato troppo tempo, ore e ore a scapito di tutte le altre discipline. E poi il troppo è troppo, si arriva a cose assurde, come inquadrare uno che parla mentre sta guardando la partita. Nemmeno ce la mostrano dico, giusto questo che parla, ma si può?».

MEGLIO L'INGLESE. «Sono 42 anni che non cammino, avevo 16 anni quando ho avuto un incidente in moto. Adesso, dopo tutto questo tempo, se mi proponessero di tornare a camminare o di sapere l'inglese, credo proprio che sceglierei l'inglese. Tornare a usare le mie gambe vorrebbe dire ricominciare proprio da zero, me le immagino le difficoltà che avrei a imparare di nuovo».

Pino Lazzaro