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Premessa
Affrontare il problema dell’esclusione dei bambini, ragazzi e adulti con disabilita motoria dalle attività sportive del territorio e più in generale dalle difficoltà di avvicinamento al mondo dello sport.
L’idea nasce principalmente in considerazione del fatto che la maggior parte non ha modo di praticare regolarmente attività motoria per la mancanza di strutture idonee e di personale qualificato per accogliere i diversamente abili.
Di contro, lo sport rappresenta uno degli strumenti più efficaci per l’inclusione e l’integrazione sociale, la vita di relazione il mantenimento e il miglioramento dello stato di salute.
Inoltre spesso e volentieri i bambini non hanno possibilità di fare sport neanche nelle scuole per la cronica carenza di strutture accessibili o per la mancanza di personale qualificato.
A partire da una riflessione, ampia e documentata, sul valore umano e sociale dello sport, il progetto si prefigge complessivamente di intervenire per la valorizzazione e il potenziamento dell’attività fisica e sportiva tramite la pratica del basket in carrozzina.
Nasce cosi IL PROGETTO - 1 più 1
Idea semplice, ogni socio sostenitore porta con se un nuovo socio che aiuta l’associazione, il tutto per allargare la base associativa con una duplice aspettativa. Far conoscere a più persone che la disabilita non è un muro invalicabile, ma, con costanza e impegno qualsiasi muro si può scavalcare. Nello stesso tempo raggiungere quella fascia di utenti che veramente possono usufruire del nostro lavoro.
L’obbiettivo:
Approfondire e rafforzare le relazioni interpersonali e l'integrazione con la società.
L’associazione P.M.B. sviluppa un’azione diversificata:
Il Minibasket, L’obiettivo è quello di intervenire per migliorare la vita di bambini (e non solo) con disabilita motoria. Questi interventi si completano con il sostegno alle famiglie, che saranno supportate dall’attività del gioco del basket in carrozzina. Attraverso quali azioni: si interviene per offrire situazioni di gioco ed interazione, come mezzo di vera inclusione sociale e tramite lo sport creare un rapporto
interpersonale con altri ragazzi disabili e non, da svolgere durante la settimana con allenamenti tecnici e tattici e la domenica confrontandosi con altre realtà di varie città e regioni. Un percorso formativo organizzato da esperti allenatori formati con corsi svolti dalla F.I.P.I.C. e da operatori volontari che, nei diversi momenti stanno insieme ai ragazzini, li aiutano nell’avvicinarsi a questo sport, facendogli apprendere i fondamentali del basket e le varie regole, ma soprattutto relazionandosi con altri piccoli atleti, istruttori e assistenti.
Altro passo e l’attività agonistica, porsi degli obbiettivi e questo lo si può ottenere preparando i ragazzini ad uno scopo, che in questo specifico caso e il titolo di “Campioni d’Italia”. Un traguardo che si raggiunge con fatica, costanza e dedizione nella pratica sportiva.
Ultima, ma non per importanza, la voglia di continuare la pratica sportiva oltre la soglia del minibasket con la serie “B” o addirittura fare il salto nella massima serie “A1”, espressione di agonismo alla stato puro e che i ragazzini guardano con ammirazione cercando di imitare i loro idoli sia in campo che nella vita sociale.
La serie “ B”, un ricettacolo di diverse fasce d’età dai 18 ai 60 anni e oltre.
I ragazzi che terminano l’esperienza nel minibasket è sono in grado di incominciare ad affrontare l’esperienza agonistica, possono cogliere l’occasione di fare il primo salto di qualità nella serie superiore.
Nella stessa categoria confluiscono gli atleti non più in grado di sostenere l’attività agonistica di vertice ma hanno ancora voglia e forza di continuare a praticare sport è soprattutto hanno l’esperienza necessaria per insegnare ai più giovani i principi fondamentali del gioco, il che è sempre utile soprattutto per persone con limitata attività motoria. Oltre a queste due categorie di usufruitori della serie cadetta ci sono i nuovi disabili quelli cioè che subiscono traumi e che non sono più in grado di continuare la loro attività sportiva come normodotati. Questa fascia di individui, purtroppo, è sempre più folta ma non tutti conoscono questa realtà e gli spazi che questa può riservargli.
La serie “A1”, si arriva all’espressione massima della disciplina del basket in carrozzina dove il semplice divertimento diventa agonismo allo stato puro, dove tutte le capacita residue di un disabile vengono esaltate.
Come si sostiene l’associazione.
L’associazione PMB si sostiene con la generosità dei soci sostenitori, con contributi elargiti da enti pubblici quali Regione / Comuni e, soprattutto, con il contributo di aziende.
Attività e obbiettivi:
1. Ricerca di strutture idonee per svolgere le attività con i bambini;
2. Coordinamento generale e gestione organizzativa e amministrativa del progetto.
3. Istruire tecnici, assistenti tecnici, accompagnatori.
4. Individuare sul territorio fisioterapisti e medici disponibili ad aiutare, sviluppare o migliorare la psicomotricità dei disabili.
5. Attività di confronto e scambio delle esperienze fra operatori e famiglie.
6. Applicazione pratica con i bambini e Attività settimanali di stimolazione attraverso il gioco.
7. Divulgazione dei risultati ottenuti, su emittenti Tv locali e nazionali, giornali, opuscoli brochure
8. Riunione periodiche con i genitori di bambini.
9. Attività promozionali in scuole e manifestazioni. ove l’associazione è invitata
10. Partecipazione ai campionati Nazionali di Minibasket, Serie B e Serie A1, oltre a tornei nazionali e internazionali.
11. Organizzazione delle trasferte per le tre realtà del PMB sia in ambito Nazionale che Internazionale con pulmini, alberghi, aerei e tutto ciò ad essa collegato.
12. Gestione del sito www.millenniumbasket.com
13. Miglioramento dei rapporti interpersonali genitore-bambino
14. Miglioramento dello stato fisico e motorio degli atleti.
15. Consolidamento dei rapporti interpersonali e di relazione con l’ambiente esterno.
16. Acquisizione di mezzi accessibili per le trasferte.
Conclusioni
Per fare tutto ciò servono palestre, attrezzature, allenatori, assistenti, fisioterapisti, medici che seguono le squadre, mezzi di locomozione. Organizzare le trasferte con annessi alberghi, aerei e spostamenti in pulmini o mezzi privati, vitto per atleti e accompagnatori.
Programmare trasferte internazionali per le competizioni indette dall’IWBF (l’organismo Europeo che gestisce l’attività agonistica del basket in carrozzina), e poi continuare l’attività nelle scuole e nelle piazze per divulgare la pratica sportiva per diversamente abili.
La nostra Associazione ha bisogno dell’aiuto di tutti voi per continuare a portare avanti le attività svolte.
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